Role

R: R: R: R: R: R: R: R: R: R: Ritorno a casa

Sorrido entusiasta annuendo - Non vedo l'ora, ti ringrazio tantissimo! -
Mi stiracchio pigramente lasciandomi cadere contro lo schienale del divano, mentre penso agli impegni che mi aspettano al mio rientro in Italia

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Lancio un'occhiata all'orologio e noto che è pomeriggio inoltrato -Che ne dite se preparo un the? Così vi lascio chiacchierare un pò in tranquillità- propongo con un sorriso alzandomi dal divanetto e sistemandomi la camicia.

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Sia io che mia madre sorridiamo
-Volentieri, sei molto gentile. Grazie - rispondo io alla fine con un sorriso.
-State bene insieme - commento quando Jack è uscito dalla porta. Lei annuisce leggermente - È un grande uomo. È dolce, disponibile, gentile. Non potevo desiderare di meglio -.
Se lo merita, rifletto, dopo quello che è successo con papà. Chissà se è ancora vivo, avrei tante cose da dirgli e sento in me il bisogno di vederlo ancora e poterlo abbracciare. Mi pento di non averlo fatto quando ne avevo occasione, ora mi manca così tanto.

Nuovo Istituto, stessa routine

Tecla è nella nuova casa, intenta ad arredarla e sistemarla grazie all'uso della magia, io ho preferito filarmela e andare all'Istituto della città per far sapere che sono arrivato e per sapere quali sono i miei compiti, ma soprattutto per comunicare che non ho intenzione di vivere lì, spesso questa notizia fa un po' scalpore

R: Nuovo Istituto, stessa routine

Accompagnato dal ticchettio di zampe sulla pietra salgo senza fretta i gradini che portano fuori dai sotterranei, dove negli ultimi tempi ho passato la maggior parte delle mie giornate. Sopratutto da quando è morta Tiara. Solo al pensiero sento gli occhi bruciare, non pensavo di avere ancora lacrime, oramai è passato quasi un mese. Mi fermo poco prima di uscire nel corridoio principale per ricompormi, è quasi difficile incontrare qualcuno qui oramai, ma è meglio non rischiare

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Mi sistemo i capelli con un gesto quasi automatico prima di spingere il pesante portoni d'ingresso. Appena varco la soglia d'ingresso e l'atrio principale mi rendo conto della desolazione di questo posto, certo non mi aspettavo una festa di benvenuto, ma nemmeno di non incontrare anima viva nelle zone di solito più trafficate

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Proprio mentre oltrepasso la soglia senza porta che da sulle scale sento il portone d'ingresso chiudersi dall'altro capo del corridoio. Mi volto e vedo un giovane che non credo di aver mai visto guardarsi attorno, rimango immobile per qualche istante, potrei scivolare di nuovo in cantina senza farmi vedere, oppure fare la persona normale ed andare ad accogliere il nuovo arrivato.

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Mi guardo ancora un po' intorno, io la buona volontà ce l'ho messa, sono venuto fin qui, ma non ho trovato nessuno quindi è il caso che me ne torni a casa, al pensiero di ciò mi balena un piccolo sorriso

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Faccio un passo indietro portandomi fuori vista, non credo mi abbia visto. Sto già per tornare nella mia stanza segreta quando un breve latrato metallico risuona nel corridoio. Mi batto senza troppa grazia una mano sulla fronte sibilando un insulto verso il cane robotico, dovrei togliere il chip vocale, al diavolo il realismo.

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Un rumore sicuramente non umano cattura la mia attenzione, dopo un attimo di esitazione decido di seguirlo, tanto non ho niente di meglio da fare e mal che vada incontro qualcuno