R: R: R: R: R: R: R: R: R: R: R: R: R: R: R: L'ora d'oro
Quiete*
Quiete*
Finalmente non pare esserci più alcuna ansia nei confronti della giovane, giusto un pò di diffidenza, quindi mi alzo lasciando che Yuri finisca di annusare il terreno lì intorno lasciando che decida se andare a fare una passeggiata nel bosco o rimanere a vagabondare qui nel giardino. Nel mentre lancio uno sguardo al libro che la cacciatrice tiene sulle gambe, il titolo così come l'autore, scritti in caratteri eleganti sulla copertina, paiono essere italiani, ma la mia scarsa cultura letteraria non mi permette di riconoscerne l'origine nè la natura.
L'aria fredda e polverosa che si respira nel sotterraneo dell'istituto mi pizzica il naso, nonostante i miei tentativi di mantenere tutto pulito lungo i corridoi e le scale l'umidità e la polvere non riescono ad essere fermate, almeno nel mio studio sono riuscito ad aggiustare un filtro per il ricircolo dell'aria così da rendere le mie lunghe permanenze più confortevoli. Entro furtivo nella porta occultata del mio laboratorio assieme a Tiara, che come sempre è al mio fianco, oggi vorrei testare l'efficacia del mio duro lavoro sul, forse, più complesso tra i miei progetti. Mi avvicino al tavolo per recuperare il piccolo robot cinomorfo e la mia cinta con gli attrezzi indispensabili, nel caso avessi bisogno di fare un paio di ritocchi al giocattolo senza dover tornare qui dal bosco. Fatto ciò spengo la pietraluce ed esco nuovamente chiudendomi la porta alle spalle.
Finché rimani nel tuo "nido" sei convinto che anche il mondo si sia fermato con te, che ti stia aspettando per accoglierti a braccia spalancate. Non ci pensi nemmeno che intanto va tutto avanti, che le persone cambiano, il tempo passa e consuma ciò che tocca, o lo matura. Perciò è un forte colpo ritrovarmi qui, nella Città di Vetro, circondata da centinaia di altri Cacciatori da ogni angolo del mondo, tutti insieme, per parlare degli ultimi avvenimenti che, grazie all'Angelo, non hanno colpito solo Edimburgo. Indugio davanti la porta di ingresso, un enorme pannello di marmo bianco su cui sono scolpite due gigantesche ali d'angelo, e da cui si sentono tantissime voci concitate che discutono, ridono, si arrabbiano e via dicendo. Prendo quindi un respiro, il più profondo che mi riesce, e faccio un passo. Sono entrata. Ora non si torna indietro. Mi guardo intorno ancora leggermente spaesata, mentre mi sembra di avere tutti gli occhi puntati addosso, anche se è solo una mia idea. Per scappare quindi trovo una sedia isolata, in ultima fila, e mi siedo, sperando di sparire lì dove sono.
La situazione sempre peggiore del virus dei licantropi ha fatto si che venisse indetto un consiglio straordinario richiamando tutti i rappresentati del mondo nascosto e anche molti testimoni. Come al solito sono qui già da diverse ore per sentire ogni singolo parere e opinione a riguardo dai miei compagni cacciatori e pure dai nascosti presenti. Osservo la sala che si riempie gradualmente ma senza sosta, poche volte questo luogo è stato così ricolmo di anime per via di gravi crisi e questa sera l'agitazione è particolarmente palpabile. D'un tratto un volto familiare sembra palesarsi tra le centinaia di altri visi chi conosciuto chi no, nonostante sia nella fila più lontana e siano passati anni dall'ultima volta la riconosco subito, Iris Blackraven.
Le sedie attorno a me sono ancora vuote, come se fossi appestata. Accavallo le gambe mentre i cacciatori in piedi prendono posto dove ne trovano, non accanto a me ovviamente, e il Console invita al silenzio per poter iniziare a parlare ed esporre la situazione, che a quanto mi sembra di sentire è grave un po' ovunque il virus abbia attecchito
Appena sento la voce grave e sicura del Console mi siedo come tutti gli altri, voltando le spalle alla mia amica di vecchia data. Cala il silenzio mentre l'uomo parla dei primi soggetti infettati dal virus, ripassando il suo modo d'agire e di spargersi a macchia d'olio nonchè i primi sintomi e l'inevitabile fine se non curato. Ma tutto ciò è anche per prendere tempo, pare che non si sia ancora ben capito l'origine del contagio, ma forse è stato trovato un vaccino per contrastarlo. Attorno a me noto che diversi nascosti ma anche cacciatori paiono incerti sulle parole del Console, non soddisfatti delle vaghe spiegazioni e possibili soluzioni che sta iniziando a esporre senza fretta, come se non ci fosse un'intera specie, e forse pure la nostra, a rischio.
Ascolto contrita le parole del Console, vorrei dire loro del vaccino ma ho paura di come potrebbero reagire tutti. Aspetto qualche altro minuto prima di alzarmi e uscire il più silenziosamente possibile dalla salona
Un leggero vociare inizia a farsi largo tra le innumerevoli persone sedute nella stanza, rivelando la preoccupazione che immaginavo -Quindi come intendete procedere? Continuerete a sopprimere i soggetti infetti finchè non troverete un vaccino?- chiede un giovane cacciatore dai capelli biondi poco avanti a me. Il Console pare incerto sulla risposta, che però non tarda ad arrivare, nonostante sia chiaramente un tentativo di deviare il discorso -Attualmente è in corso il perfezionamento di un vaccino che potrebbe risolvere completamente la situazione- non fa neanche in tempo a finire che un altro cacciatore dalla barba brizzolata si alza chiedendo con diffidenza -E chi se ne starebbe occupando esattamente?-. Il vociare aumenta sommessamente, tra commenti irritati dalla poca professionalità con la quale il conclave pare prendere la situazione, tra la comune ignoranza su ciò che sta accadendo sento anche qualche commento razzista sul fatto che non dovremmo gettare sangue per i nascosti. Ammetto che anch'io avrei preferito che se la risolvessero da soli, ma oramai è diventato un problema più grosso di loro, probabilmente anche di noi.
Il vociare all'interno mi fa battere più velocemente il cuore. È la mia gente dopotutto, sono in pericolo anche loro. Rientro nella sala velocemente e altrettanto velocemente mi avvicino al Console, vicino all'alto leggio.
-Il vaccino c'è- dico ad alta voce, sperando che mi sentano. Quindi rimango in silenzio, osservando gli occhi puntati su di me. Prendo un respiro continuando
-Esiste un vaccino. Si trova ad Edimburgo. È stato creato da due stregoni, a partire dal virus presente in una portatrice sana. È stato verificato che funziona su un soggetto in stadio terminale, ed è guarito- dico tutto d'un fiato prima di fare un passo indietro e voltare gli occhi verso il Console -Mi scusi- mormoro abbassando leggermente la testa